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Cassazione: Sì all’impiego degli investigatori per scoprire la finta malattia

Cassazione: Sì all’impiego degli investigatori per scoprire la finta malattia

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 17113 del 2016, ha ribadito che le disposizioni della Legge n. 300 del 1970 non precludono che le risultanze delle certificazioni mediche prodotte da un lavoratore e degli accertamenti di carattere sanitario possano essere contestate anche valorizzando ogni circostanza di fatto, pur non risultante da un accertamento sanitario, idonea a dimostrare l’insussistenza della malattia, o la non idoneità di quest’ultima a determinare uno stato di incapacità lavorativa e quindi a giustificarne l’assenza.
La Corte, inoltre, ha espressamente sancito la legittimità dell’impiego di un’agenzia investigativa, incaricata dal datore di lavoro, per la ricerca degli elementi utili a verificare l’attendibilità della certificazione medicata inviata dal lavoratore.
Nel caso di specie, a fronte di una lombalgia certificata, il lavoratore aveva posto in essere un comportamento palesemente incompatibile con detta patologia, comportamento accertato da una agenzia di investigazione.
La Cassazione ha considerato legittimo il licenziamento del lavoratore, in quanto ha ritenuto provata, attraverso elementi oggettivi, l’inesistenza della patologia riportata nei certificati medici.
Il datore di lavoro, dunque, può legittimamente rivolgersi ad un’agenzia investigativa per verificare quanto attestato nel certificato medico, che può essere contestato anche valorizzando mere circostanze di fatto.